Intervista a Samuele Cavicchi:vieni a conoscere il nostro amico fotografo

da | Gen 11, 2021

Intervista a Samuele Cavicchi. Siamo arrivati al secondo appuntamento di questo spazio mensile dedicato ai nostri amici fotografi. Oggi andremo a conoscere più da vicino il nostro ospite e attraverso alcune domande entreremo nella sua realtà cercando di capire il suo modo di lavorare e interpretare la fotografia.

Intervista a Samuele Cavicchi
Islanda – it’s wonderful

Prima di continuare però ti volevo parlare di questo spazio esclusivo riservato ad altri fotografi. Sono fermamente convinto che confrontarsi e condividere le proprie esperienze personali sia d’ ispirazione per poter crescere professionalmente. Ora!!! Senza dilungarmi troppo, partiamo subito con l’ intervista a Samuele Cavicchi.

Sei curioso di scoprire di chi si tratta? Bene!!! Allora continua a leggere per entrare più da vicino nella sua storia. Ma prima di fare questo ti lascio i link di riferimento così da andare a vedere più da vicino il suo profilo instagram (basta cliccare qui) oppure il suo sito internet www.imagogarage.com.

Ora però si inizia davvero.

Raccontaci una tua avventura/disavventura

Intervista a Samuele Cavicchi
Un’ immagine dall’ Islanda

Beh!!! Sicuramente l’ avventura fotografica più grande rientra nel mio viaggio in Islanda durante il periodo invernale. Sono uscito dai classici percorsi turistici e solitamente battuti dalla stragrande maggioranza dei fotografi.

Mi sono avventurato all ‘interno di questa terra così immensa, sfidando strade totalmente congelate e un clima davvero impervio. In molti casi ho fatto parecchia strada a piedi e di sicuro avere i ramponi con me è stato indispensabile per poter portare a termine i miei obbiettivi.

La fatica e tutti quei sacrifici che ho affrontato ne sono valsi davvero la pena per poter catturare degli scatti e delle riprese davvero uniche.

A conclusione di questa mia esperienza ho voluto racchiudere il tutto all’ interno di un documentario che si chiama zero, dove parlo proprio di questa avventura.

Come organizzi le tue uscite fotografiche?

Intervista a Samuele Cavicchi

Le uscite fotografiche sono organizzate in modi molto diversi. Se devo fare un’uscita per lavoro voglio essere preparato sotto ogni punto di vista. Mi studio i luoghi su Google Maps e su Google Earth, cerco altre foto andando a consultare diverse APP, cerco di capire il movimento della luce e gli orari migliori per riuscire ad ottenere delle ottime fotografie. La pianificazione per me è davvero indispensabile.

Se invece si tratta di uscite esplorative del tutto personali le vado ad affrontare in maniera del tutto diversa rispetto a quanto scritto sopra. Mi piace andare in prima persona anche sbagliando orari e a volte anche senza macchina fotografica.

Cerco di osservare il più possibile, mi studio la location e cerco di comprenderne l’ essenza di quel luogo così da poter ritornare in un secondo momento del tutto preparato e con tutta l’ attrezzatura necessaria.

Intervista a Samuele Cavicchi

Alcuni consigli per aspiranti fotografi?

I consigli che posso dare agli aspiranti fotografi si possono racchiudere in tutto questo. Sperimentare molto, sbagliare per cercare di fare qualcosa di nuovo, prendere ispirazione ma non copiare e cercare il più possibile di trovare il proprio stile fotografico.

Sono fermamente convinto che la fotografia debba piacere in primis a noi stessi e non il contrario, ovvero fare foto con il solo obbiettivo di farle piacere agli altri. Quando concludo un set e vado poi a post produrre le immagini, è il mio occhio che deve essere soddisfatto.

Il fatto di trovare apprezzamento dagli altri rappresenta un fattore secondario, mentre essere critici con noi stessi in modo costruttivo, ci aiuta davvero a migliorare.

Quando hai scoperto la tua passione per la fotografia?

Ho cominciato a scattare con la Nikon f4 a pellicola di mio padre e posso dire che mi è piaciuto fin da subito. Casualmente alle scuole superiori ho praticato un corso di fotografia; mi ero appassionato al mondo analogico e a quello della camera oscura.

Ritengo che tutto sia partito proprio da quel periodo e ricordo anche che ho iniziato proprio da lì a costruire le mie prime immagini. Di sicuro queste esperienze hanno contribuito a darmi la forza per poter far diventare questa mia passione un lavoro vero e proprio.

Progetti per il futuro?

Ho appena iniziato a lavorare con la Nikon School e spero quindi nei prossimi anni di poter incrementare i corsi e workshop fotografici. Inoltre spero anche di poter continuare le mie avventure nei paesaggi artici e un’ altro sogno nel cassetto è quello di riuscire ad andare anche in Antartica. In ogni modo vi terrò aggiornati.

Un posto in cui vai spesso e a cui sei legato particolarmente?

Sicuramente il posto per eccellenza a cui mi sono legato di più è l’Islanda; non a caso ci torno tutte le volte che ho un pò di tempo. In più in tutti questi anni di lavoro sono riuscito a mettere in piedi 2 Workshop che svolgo annualmente proprio nelle terre Islandesi; quindi se ti interessa questo tipo di esperienza non ti dimenticare di visitare il mio sito internet www.imagogarage.com (vedi sopra). Cos’ altro posso dire? Beh!!! L’ Islanda non mi stanca mai e ogni volta scopro sempre cose nuove…

Mentre per quanto riguarda l’ Italia, un posto vicino a casa a cui sono profondamente legato è di sicuro tutta la zona di Paneveggio e la zona del Passo Rolle. Quando sono incerto su dove andare a scattare delle fotografie, la mia scelta ricade sempre lì. In effetti hanno un fascino davvero particolare e sono dei posti davvero meravigliosi.

Quali altri posti consiglieresti ai nostri amici lettori?

Non posso non nominare le Dolomiti visto che le ho scelte anche come luogo per vivere. Ci sono posti davvero affascinanti e quindi rientrano di sicuro tra le destinazioni che consiglio vivamente dove poter andare a fare delle ottime esperienze fotografiche.

Però come ho già detto nella domanda precedente; a mio parere l’ Islanda continua a rimanere un paradiso per noi fotografi. Dai allora che aspetti? Prenota il tuo biglietto e parti all’ avventura.

Siamo arrivati ai saluti

Questa seconda intervista all’ amico fotografo è giunta alla fine. Un ringraziamento doveroso va a Samuele Cavicchi che ha avuto la pazienza di stare dietro alle mie richieste. Detto questo ci vediamo alla prossima “puntata”.

Ciao e a presto

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