Alla scoperta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

da | Ott 26, 2020

Una due giorni immersi nella natura alla scoperta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, alla ricerca di luoghi suggestivi che possano rappresentare al meglio il periodo autunnale. In questo articolo ti vorrei portare virtualmente con me a scoprire questo gioiellino dell’ entroterra Emiliano.

Alla scoperta del Parco delle Foreste Casentinesi
La strada delle Cullacce – Campigna

Sono partito da casa alle quattro del mattino; direzione Campigna, una piccola località turistica immersa all’ interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Alle sette ero già arrivato a destinazione in perfetto orario. Alla fine poi, il fatto di partire presto si è rivelata una scelta del tutto azzeccata, visto che il sole, già nei primi momenti del suo inizio di giornata riusciva ad entrare con i suoi raggi all’interno del bosco.

Alla scoperta del Parco delle Foreste Casentinesi
Diaframma F 4.5 – ISO 400 – 1/80 Tempo di scatto

Posso dire di aver scoperto questo posto grazie alla fotografia e fino ad oggi non sapevo nemmeno che esistesse. Una sera mentre stavo effettuando una ricerca in internet sempre con l’idea di creare degli scatti sul foliage, mi sono imbattuto nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e da lì poi è iniziato il vero progetto di quella che sarebbe stata una delle migliori esperienze vissute in ambito fotografico.

Alla scoperta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi:la foresta di Campigna

Alla scoperta del Parco delle Foreste Casentinesi.
Una corsetta nella foresta di Campigna

Avevo visto qualcosa in internet ma come spesso mi capita rimango sempre parecchio deluso dalle immagini. Infatti dal vivo è decisamente un’ altra storia. Che aggettivi potrei utilizzare? La foresta di Campigna è davvero molto bella e a dir poco suggestiva e non ti nego che in alcuni istanti mi sembrava di essere all’interno del cartone di Yoghi e Bubu. Forse non tutti li conoscono ma chi è della mia stessa età sa di cosa sto parlando.

Alla scoperta del Parco delle Foreste Casentinesi
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Bene!!! Ho iniziato la mia escursione proprio a inizio giornata percorrendo la strada delle Cullacce. In realtà non l’ho percorsa tutta anche perchè mi sono fermato tantissime volte a scattare fotografie su fotografie. Non so!!! Forse mi sono sentito particolarmente ispirato o forse questo luogo è riuscito ad accendere tutta la mia creatività. La cosa certa è che sono riuscito a creare degli scatti senza sentire quel senso di affanno che spesso mi capita quando sono all’ interno dei boschi.

Detto questo. Ho camminato su tappeti di foglie colorate, ho ascoltato i suoni della natura, mi sono mosso lentamente per riuscire a dare il meglio di me con l’intento poi di condividere questa mia esperienza e magari chissà, farti venire anche il desiderio di partire e venire da queste parti. Ti posso assicurare che questa strada/sentiero si presta benissimo per molti effetti creativi e composizioni davvero interessanti e se anche tu ami ricercare il meglio dalle tue fotografie allora potresti leggere l’articolo su come creare una buona composizione fotografica che susciti interesse.

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi:info pratiche sulla strada delle Cullacce

Autoscatto alle Foreste Casentinesi
Scattando delle foto dalla macchina
  • La strada/sentiero è lunga 5 km ed è facilissima da percorrere;
  • E’ adatta a chiunque poichè non presenta dislivelli;
  • Tempo di percorrenza. Dipende da quante foto. Io ci ho messo 4 ore o poco più per fare 6 km andata e ritorno;
  • Per fare foto è decisamente meglio la mattina poichè di pomeriggio il sole sarebbe coperto dalle montagne;
  • In prossimità del sentiero ci sono diversi posti per poter lasciare la macchina.

Il mio pernottamento al Parco delle Foreste Casentinesi

Albergo Pini Corniolo. Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Per i miei due giorni trascorsi al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ho deciso di passare la notte all’ Albergo Pini a Corniolo, una piccola struttura a conduzione familiare ma decisamente ok. Cibo ottimo, camera con vista sulle Foreste Casentinesi, gentilezza e cortesia della famiglia Pini che hanno contribuito a dare un valore aggiunto durante tutta la mia permanenza qui in Emilia Romagna.

Vista panoramica Albergo Pini. Corniolo
Camera con vista sulle Foreste Casentinesi

Detto questo!! Se vuoi sapere qualcosina di più sull’ Albergo Pini puoi visionare direttamente il loro sito di riferimento cliccando direttamente qui.

Come arrivare alle Foreste Casentinesi e cosa vedere oltre al bosco di Campigna

Per arrivare al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è davvero molto semplice. Ora qui ti andrò ad indicare la strada che ho fatto io, ma anche se dovessi venire da altri parte penso che non ci saranno problemi. Partendo dalle Marche ho percorso l’autostrada fino ad arrivare a Forlì e una volta uscito ho continuato il mio tragitto per una sessantina di km verso l’ entroterra Emiliano. Come punti di riferimento per non sbagliarmi ho seguito le indicazioni per le cittadine di Meldola e Santa Sofia, tra l’altro ben indicate attraverso la segnaletica stradale.

In ogni modo, dopo aver percorso diversi km verso l’interno iniziavano a essere presenti anche i cartelli del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Questa cosa non ha fatto altro che semplificare ancora di più il mio viaggio di andata.

E se dovessi arrivare da altre parti? Beh!!! Proprio per non lasciare nulla al caso ho deciso di inserire le distanze chilometriche delle città più importanti.

  • Firenze – Campigna circa 70 km;
  • Arezzo – Campigna circa 65 km;
  • Bologna – Campigna circa 135 km

E cosa vedere nei dintorni di Campigna? Qui di seguito troverai il mio itinerario del tutto personale. Per il secondo giorno ho deciso di fare tappa al Lago e i ruderi del Castello di Corniolo, tra l’altro davvero molto vicini tra loro, per poi prendere l’auto e dirigermi verso la diga di Ridracoli con il suo lago artificiale davvero immenso. Ma andiamo per ordine.

Il Lago di Corniolo

Questo lago si è formato dietro ad una grossa frana avvenuta nel 2010 che ha sbarrato il corso al Fiume Bidente creando così questo lago davvero particolare. Arrivare fin qui è stato davvero molto semplice. Partendo dall’Albergo Pini, sono sceso per circa 1 km in direzione di Santa Sofia fino a giungere ad un piccolo spiazzo dove ho potuto parcheggiare l’auto in tutta tranquillità.

Alla scoperta del Parco delle Foreste Casentinesi
Foto effettuata dal piazzale sopra il lago

Sono sceso, ho preparato il mio cavalletto e ho iniziato la mia sessione fotografica. Di sicuro questo punto panoramico è il migliore per poter creare degli scatti davvero interessanti, ma se vuoi, c’è anche la possibilità di fare un breve percorso a piedi nel caso tu voglia creare una composizione diversa. Per arrivarci però dovrai riprendere l’auto e continuare sempre nella stessa direzione per altri 200 metri, parcheggiare la macchina e iniziare il breve cammino di discesa fino ad arrivare nel punto in cui potrai scattare delle foto come quella che vedi sotto.

Foto effettuata dal sentiero che scende verso il lago

Per effettuare questi scatti ho utilizzato un medio tele obbiettivo in modo tale da stringere un pò di più l’inquadratura così da lasciare fuori le parti meno interessanti. Impressioni su questo posto? Particolare e decisamente diverso dagli altri laghi che ho avuto modo di vedere. Non da effetto wow, perlomeno per me, ma nonostante tutto te lo consiglio lo stesso, anche perchè in una mezz’ oretta si riesce a far tutto e sono sicuro che in certe condizioni di luce e meteo particolari possono venir fuori delle ottime fotografie.

I ruderi del Castello di Corniolo

I ruderi del Castello di Corniolo

Una volta effettuate le foto al lago mi sono diretto verso i ruderi del Castello di Corniolo. Questa volta in direzione di Campigna e dopo circa 5/6 km, in prossimità di un tornante mi sono accorto del piccolo cartello che ne indicava l’inizio del sentiero.

Per arrivare fin quassù ci vorranno circa 10/15 minuti. Il tragitto è breve ma è tutto in salita, quindi un pò di fatica e un pò di fiatone si faranno sentire. Una volta arrivato sul posto mi sono diretto verso la parte sbagliata, per intenderci quella verso i ruderi. Da quella parte la salita è davvero ripida e piuttosto scivolosa e tra l’altro non è nemmeno un granchè a livello di composizione fotografica. Per avere una visuale migliore bisogna andare dalla parte opposta in modo tale da avere una prospettiva decisamente più interessante. Detto questo, se passerai dalle parti di Corniolo, sai che avrai a disposizione anche questa opportunità.

Che attrezzatura portare? Un medio tele obbiettivo, un grandangolare e naturalmente il cavalletto per evitare il micro mosso dovranno far parte della tua attrezzatura. Quel giorno infatti c’era parecchio vento e quindi averlo appresso è stata davvero ottima scelta, però è anche vero che alla fine della giornata i chili di troppo, e non parlo della mia silhouette, si sono fatti sentire su schiena e gambe.

La diga di Ridracoli e il suo lago artificiale

La diga di Ridracoli
La diga di Ridracoli

Ultima tappa della mia due giorni al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Che dire? Te la consiglio? Solo se ti piacciono le opere ingegneristiche davvero importanti e solo se sei appassionato come me di paesaggi naturalistici. Ricordati anche, che se capiterai da queste parti nei periodi fuori stagione, al di là delle fotografie non è che si possa fare molto.

Tutto qui? Certo che no. Se il tuo desiderio, oltre a quello di fare le foto, è anche quello di farti un giretto in barca all’interno del Lago di Ridracoli allora il mio consiglio è quello di venire da queste parti quando tutto è operativo.

Lago artificiale di Ridracoli

Cosa voglio dire con questo? Qui alla diga di Ridracoli c’è una vera e propria stagione turistica dove è possibile fare molte cose; ma per tutte queste informazioni ti invito a consultare il sito ufficiale www.ridracoli.it.

Un consiglio invece se deciderai di venire da queste parti nei periodi fuori stagione. Chiama per informarti sull’apertura della diga, altrimenti dovrai fare come il sottoscritto che ha trovato chiuso e ho dovuto affrontare i 2 km in salita e con delle nuvole grigie che promettevano pioggia.

Questa volta mi è andata bene e devo dire che una volta ogni tanto le APP meteo ci hanno azzeccato, altrimenti sai che acquazzone!!! Non ti nego però che il mio sguardo era spesso rivolto al cielo per valutare l’ evolversi della situazione.

Detto questo; informarti in anticipo sull’apertura della diga ti permetterà di arrivare comodamente con la tua auto fino al parcheggio in prossimità del Lago di Ridracoli e una volta sceso dalla macchina potrai davvero gustarti il panorama.

Ultime considerazioni

Cosa posso dire di questa esperienza di due giorni al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi? Di sicuro è stata una sorpresa bella e buona. Non mi aspettavo un paesaggio così e ti dico la verità; foreste di questo tipo le avevo sempre viste in Trentino e non mi aspettavo di certo di trovarle in Emilia Romagna. In questi due giorni ho potuto apprezzare una natura prorompente e davvero rigogliosa e non ti nego che in certi momenti mi sono sentito davvero piccolo. Detto questo; non mi resta che consigliarti di prendere carta e penna e appuntarti sulla tua agenda questo posto davvero incredibile.

A presto

Francesco

Spero che questo articolo sia stato davvero utile.Se hai qualche domanda scrivimi pure qui sotto nei commenti e farò del mio meglio per risponderti il prima possibile.

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