La rubrica degli amici fotografi: intervista ad Alessio Quatrini

da | Mar 29, 2021

Oggi per la rubrica amici fotografi andremo ad intervistare Alessio Quatrini. A forza di cercare su Instagram alla fine sono riuscito a trovare la persona che volevo. Non solo immagini super tecniche e precise, ma anche immagini che sanno raccontare una storia e che hanno quel sapore dall’ aspetto documentaristico. Bene!!! Se sei curioso/a di conoscere più da vicino il nostro caro amico Alessio, allora mettiti comodo/a e vieni a scoprire cosa ha da dirci.

amici fotografi
Rovine di Soleb in Sudan, lungo il Nilo

Prima di continuare però ti volevo parlare di questo spazio esclusivo riservato ad altri fotografi. Sono fermamente convinto che confrontarsi e condividere le proprie esperienze personali sia d’ ispirazione per poter crescere professionalmente.

Devo dirti la verità!!! Quando sono capitato per la prima volta sul profilo di Alessio sono rimasto particolarmente colpito da una cosa. Attraverso le sue immagini ho percepito il suo amore per l’ Africa, un continente che mi affascina moltissimo, ma che allo stesso tempo mi spaventa. Sono convinto infatti che, per quanto riguarda me, dietro a tutto questo ci sia una cattiva informazione per non parlare poi della troppa superficialità.

Ed è stato proprio questo il motivo che mi ha spinto a cercare Alessio, una persona che conosce molto bene l’ Africa o perlomeno molto più da vicino di quanto possa conoscerla io.

Bene!!! Dopo aver fatto questa premessa, partiamo subito con l’ intervista, ma non prima di averti lasciato il link del suo profilo Instagram. Ti basterà cliccare qui; e già che ci sono ti lascio anche il link del suo sito: www.ospitiinafrica.com

Se ti va dai un’ occhiata anche alle altre interviste che ho fatto. Ti basterà cliccare qui per accedere alla pagina di riferimento. Ma ora; si inizia davvero.

Come è nata la tua passione per l’ Africa?

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Io con un bambino Dassanech, bassa valle dell’Omo, Etiopia

La mia passione per l’ Africa è nata dietro a una serie di coincidenze e incontri fortuiti, che poi sono sempre le migliori premesse per le grandi passioni della propria vita. Sta di fatto che avevo 22 anni, qualche soldo da spendere per un viaggio e piuttosto che mete turistiche decisi di andarmene in Sudafrica.

Da lì è iniziata un’avventura straordinaria di 23 giorni da Joburg a Città del Capo. Nuove amicizie, amori, divertimento, risate; tutto si incastrava proprio come volevo. Dopo quel viaggio, l’Africa è diventata la mia terra, il luogo dove mi sento più a mio agio, dove affronto qualsiasi situazione con calma, dove incontro tanta umanità e tanto amore per il prossimo, sentimenti ormai arcaici nell’occidente. 

Qual’ è il luogo che ti è rimasto nel cuore?

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Campo base del Monte Kenya

Diciamo che non ho un paese o un viaggio preferito, sono un po’ come i figli, tutti belli. Tuttavia in questo anno davvero particolare mi è capitato di pensare spesso, quasi ogni sera, alle notti trascorse nel deserto in tenda, quando sotto alla zanzariera mi addormentavo sotto un tappetto di stelle, una leggera brezza e il silenzio più assoluto. 

E quale è stato invece un incontro che ti ha lasciato il segno?

Sicuramente quello con Mahamodou Souleymane, una guida turistica di Agadez in Niger. E’ lui che mi ha trasformato da turista a viaggiatore, forse è proprio lui che con pochissime parole mi ha fatto capire come la pensa l’Africa. Morì nel 2011 di incidente stradale e qualche anno dopo tornai ad Agadez; lo avevo promesso.

L’ Africa è davvero rischiosa come si sente dire?

I pastori Woodabee. Niger
I pastori Woodabee durante il Gerewol, Niger

Direi proprio di no!!! L’ Africa è pericolosa come qualsiasi altro posto nel mondo; ne più ne meno. L’Africa è fatta di uomini, alcuni buoni e altri meno; ma questa è una regola che vale dappertutto. Sta a noi sapersi rapportare e comportarsi come degli “ospiti”. Sono sicuro che in questo modo ognuno riceverà un’accoglienza straordinaria. 

Consigli per un viaggio in Africa?

Guelta d' Archei. Ciad
Guelta d’Archei, Ciad 

L’ unica cosa che mi sento di dire è questa. Mai pretendere nulla e al ritorno saremo noi ad essere in debito affettivo con questo continente davvero unico e incredibile.

E’ tutto vero quando si parla di mal d’ Africa?

Giardino di lobelie giganti. Massiccio del Rwenzori. Uganda.
Giardino di lobelie giganti, Massiccio del Rwenzori, Uganda

Assolutamente si!!! Io ne sono felicemente ammalato e mai ne vorrò guarire. Però è un qualcosa che va cercato dentro se stessi. Io lo sento nel mio animo, ho continuamente la voglia di tornare in Africa e ti assicuro che ogni volta che ne sento parlare interrompo tutto il resto. Ma una cosa è certa. Non l’ho cercato io questo mal d’Africa; è così.

Siamo arrivati ai saluti

Anche quest’ oggi siamo arrivati alla fine di questo spazio/rubrica dedicato ai nostri carissimi amici fotografi. Un ringraziamento doveroso va ad Alessio Quatrini che ha accettato di partecipare a questa breve intervista. Grazie per averci raccontato e fatto conoscere più da vicino questo meraviglioso continente.

Detto questo ci vediamo alla prossima “puntata”.

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2 Commenti

  1. Flaminia

    Alessio hai detto parole che esprimono tutto il tuo amore per l’Africa, lo stesso amore che ho anche io, in particolar modo per un paese che ho nel cuore e che hai immortalato all’inizio di questa intervista. Non potevi fare scelta migliore. ❤️

    Rispondi
    • francesco zagaglia

      Grazie mille Flaminia per le tue bellissime parole; lo apprezzo molto e sono davvero contento che ti sia piaciuta l’ intervista. Ciao e a presto.

      Rispondi

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