I bunker di Tirana legati a Enver Hoxha sono un modo per capire più da vicino i luoghi simbolo che hanno caratterizzato la storia di Tirana. Luoghi legati a Enver Hoxha, il leader comunista che ha governato l’Albania dal 1944 al 1985.
Stiamo parlando di una storia millenaria, caratterizzata da dominazioni straniere e periodi di indipendenza e questa complessità si riflette nella cultura albanese. A Tirana, questa miscela si manifesta in modo evidente soprattutto nell’architettura; stili e influenze che riflettono la turbolenta storia della città. In questo articolo vi parlerò di 2 luoghi molto particolari. Entreremo all’ interno dei bunker, oggi visitabili qui a Tirana, per conoscere più da vicino i luoghi legati a Enver Hoxha.
Bunk’ Art 1 nella periferia di Tirana
Stiamo parlando di un museo storico artistico ricavato all’ interno di un’ enorme bunker antiatomico costruito negli anni 70 per volere del dittatore Enver Hoxha.
La sua particolarità risiede proprio nella sua struttura originaria. Un rifugio segreto destinato ad ospitare l’ élite politica nel caso ci fosse stato un’ attacco nucleare. All’ interno sono presenti numerose stanze; per la precisione 106 divise su 5 piani sotterranei che insieme ai corridoi coprono una superficie di oltre 3000 metri quadrati. Esposizioni che documentano la storia del regime comunista albanese.
Lo scopo è quello di riportare alla memoria per non dimenticare quel periodo storico così controverso. Il Bunk’ Art 1 rappresenta un viaggio introspettivo attraverso gli spazi di un’ opera architettonica militare sotterranea che è di per sé un simbolo di un’ epoca passata.
Bunk’Art 2 a due passi da Piazza Skanderberg

Il 19 novembre del 2016, nel centro di Tirana nasce Bunk’ Art 2. E’ la seconda fase di un progetto storico – culturale incentrato sulla conservazione della memoria collettiva e sul racconto della storia degli anni del comunismo. Un museo che ricostruisce la storia del Ministero degli Interni in Albania dal 1912 al 1991 e svela i segreti della Sigurimi.
Molte le stanze che si possono visitare. Tra queste troviamo la sala delle intercettazioni telefoniche. Intercettazioni effettuate su prigionieri, stranieri alloggiati negli alberghi e semplici cittadini sospettati di attività ostili al Partito. In quel periodo le persone venivano spiate attraverso l’ utilizzo di microspie radio e apparecchiature telefoniche fisse.
Una stanza che mi ha colpito particolarmente è la Camera di investigazione il luogo dove qualsiasi cittadino comune o politico poteva essere indagato per stabilire se avesse commesso o meno un crimine. Nella maggior parte dei casi veniva attuato l’arresto preventivo dell’ indagato. I fatti venivano raccolti a posteriori, spesso falsi, manipolati o ottenuti con la tortura.
Qui si i sono verificati anche abusi sessuali sulle donne durante le indagini e i casi di stupro sono comprovati dai documenti che sono presenti in questa sala.

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