Come gestire al meglio il diaframma nelle tue fotografie

da | Ott 12, 2020

Cosa scegliere e perchè è così importante saper gestire al meglio l’apertura del diaframma? In questo articolo entrerò nel dettaglio provando a spiegare con parole semplici tutti i vari aspetti che vanno ad incidere in maniera determinante sulla scelta del diaframma e il perchè è così fondamentale saperlo gestire bene per riuscire a creare degli scatti davvero interessanti.

Come gestire al meglio il diaframma

Bene!!! Cosa vuoi ottenere dalle tue fotografie? Qual’è il soggetto che vuoi immortalare? Perchè è così determinate saper gestire bene l’apertura del diaframma? Se queste domande ti hanno incuriosito allora mettiti comodo/a e prenditi 10 minuti del tuo tempo per leggere questo articolo. Non mi va di fare il professore ed è proprio per questo motivo che mi sento di dirti che le cose che sto scrivendo servono anche a me che oramai le pratico da diverso tempo. Infatti un ripassino ogni tanto non fa mai male e serve anche ad allenare la mente.

Detto questo, partiamo da una premessa di fondamentale importanza. La cosa che sto per dirti ti sembrerà banale, ma se ci pensi bene in realtà non lo è. La scelta del diaframma va a determinare l’effetto delle tue fotografie. Che cosa vuol dire? E’ molto semplice. In fotografia il diaframma può incidere notevolmente su uno sfondo sfocato, come per esempio nelle fotografie di ritratto, ma può fare la differenza anche quando si vuole ottenere un’immagine perfettamente a fuoco, come nel caso delle fotografie di paesaggio.

E allora come si fa a capire quale diaframma impostare durante la fase di scatto? E’ una domanda più che lecita, però prima di risponderti sarebbe opportuno fare una premessa di fondamentale importanza.

Come gestire il diaframma:partiamo dal principio

Come gestire al meglio il diaframma nelle tue fotografie

Il diaframma è un meccanismo situato nell’obiettivo che ha come compito principale quello di regolare la quantità di luce che andrà a colpire il sensore della nostra macchina fotografica. Lo si può paragonare come alla pupilla dell’occhio umano che ha la capacità di restringersi ed allargarsi in base alle condizioni di luce.

La differenza sostanziale però sta nel fatto che per regolare l’apertura del diaframma bisogna procedere manualmente attraverso degli appositi pulsanti che si trovano nella macchina fotografica. Ecco uno dei motivi per cui è fondamentale saper utilizzare bene questo parametro specialmente quando ci troviamo in condizioni di luce particolare come per esempio nelle fotografie in ambienti interni, la fotografia notturna, il controluce, ecc.

Come individuarlo nella tua reflex

La cosa è piuttosto semplice. Una volta giunti sulla schermata principale; per intenderci; quella dove è possibile impostare manualmente i diversi parametri di scatto; lì in uno di questi potrai agire direttamente sul diaframma della tua reflex.

Nel menù è indicato con la lettera “F” maiuscola seguita poi da un numero che rappresenta la luminosità dell’obbiettivo (per esempio F8 – F5.6 – F16). E’ normale che all’inizio dovrai prenderci un pò mano; ma ti assicuro che una volta assimilato il concetto potrai agire sul diaframma in maniera piuttosto semplice ed intuitiva.

C’è solo da prestare un pò di attenzione a questa cosa. Nella vita di tutti i giorni siamo infatti abituati ad associare ai numeri grandi un valore alto e ai numeri piccoli un valore basso. Bene!!! In fotografia è praticamente l’opposto e questa cosa; specialmente quando ci si trova agli inizi; può trarre in inganno. Ma facciamo un esempio:

  • Un diaframma F2.8 – F3.5 – F5.6 corrisponde a un diaframma più aperto e di conseguenza la luce che colpirà il sensore della reflex sarà maggiore;
  • Un diaframma F8 – F11 – F16 corrisponde a un diaframma più chiuso e di conseguenza la luce che colpirà il sensore della reflex sarà minore.

Quindi è di fondamentale importanza capire bene la funzionalità di questo parametro.

E come ti dovrai regolare per una scelta più consapevole?

Come gestire al meglio il diaframma.
In questo caso ho utilizzato un diaframma F4

In base alla scena che andrai a fotografare il tuo compito sarà quello di gestire al meglio l’apertura del diaframma. Questo fattore naturalmente dipenderà da una serie di cose come le condizioni di luce e dall’ esigenza di creare una foto con uno sfondo sfocato o un’ immagine completamente a fuoco.

Per esempio se stai scattando in condizioni di luce scarsa come ambienti interni o la fotografia notturna sarebbe opportuno utilizzare un diaframma più aperto tipo F/3,5 – F/4 – F 5,6 così da far entrare più luce.

In altre situazioni come per esempio nella fotografia di paesaggio,dove nella maggior parte dei casi il desiderio è quello di avere tutto a fuoco;sia per quanto riguarda il primissimo piano sia per l’orizzonte,beh…in questo caso dovrai impostare l’apertura del diaframma a F8 – F9 – F12.

Come gestire al meglio il diaframma.

E Qui potrebbe sorgere una domanda!! Ma che differenza c’è tra F8 o F9 oppure tra F2.8 – F3.5? E se devo effettuare delle fotografie ad un paesaggio, oppure voglio ottenere uno sfondo sfocato; è indifferente impostare un diaframma anzichè un’ altro?

Ti rispondo subito a questa domanda più che lecita. No!! Non è uguale e adesso ti dico anche il perchè. Ogni volta che andrai a chiudere il diaframma di uno stop (per esempio da F9 a F8) dovrai sapere che la luce che passa attraverso l’obbiettivo è dimezzata; al contrario ogni volta che aumenterai il diaframma di uno stop (per esempio da F10 a F11) la luce che passerà nell’ obbiettivo sarà praticamente il doppio.

Questo già ti deve far pensare che la scelta del diaframma influisce in maniera sostanziale sulla luminosità delle foto

Cosa voglio dire con questo? Se ti ricordi bene prima avevamo accennato che il diaframma è il meccanismo che va a determinare la quantità di luce che colpisce il sensore delle nostre reflex.

Bene!!! Ora se avrai azzeccato la giusta apertura del diaframma avrai ottenuto una fotografia correttamente esposta, in caso contrario si parlerà di sovraesposizione (ovvero quando un immagine risulta essere troppo chiara con zone bruciate)o sottoesposizione(ovvero quando un immagine risulta essere troppo scura con delle zone completamente nere).

E se scatto con il cellulare o una compatta?

Un immagine di poche pretese scattata con il cellulare

Beh!! In questo caso quello che ho appena scritto sopra non ti servirà a nulla anche perchè in questi dispositivi non è presente il diaframma e quindi le regole della fotografia si riducono solamente alla gestione degli ISO e i tempi di scatto. Detta così uno potrebbe anche pensare. Ma allora a che cosa serve il diaframma se posso regolare la quantità di luce attraverso una gestione corretta di ISO e tempi?

Ti rispondo subito. Potresti farne anche meno se si valuta solo il concetto di esposizione corretta,ma andresti a perdere una cosa estremamente importante che deriva dalla regolazione del diaframma;ovvero la gestione della profondità di campo.

Quindi nel caso tu voglia ottenere degli effetti particolari come spesso si vedono nelle fotografie di ritratti dove lo sfondo è sfocatissimo, oppure come in quelle foto di paesaggio dove il primissimo piano come i fiori sono sfocati; beh in questo caso senza la regolazione del diaframma sarebbe al quanto difficile ottenere questi effetti.

La profondità di campo:vediamo da vicino di cosa si tratta

Detta in parole semplici la profondità di campo è quell’aspetto che ti fa vedere a fuoco tutti gli elementi o solo parte di essi e quindi saperla gestire bene è tanto importante quanto il saper comporre. Ma per avere il pieno controllo sulla profondità di campo è necessario disporre di una fotocamera con i comandi manuali; in caso contrario se scatti con il cellulare o una compatta la tua creatività sarà messa a dura prova o perlomeno ti dovrai limitare alle sole regole che riguardano la composizione.

Ora però andiamo a vedere da vicino quali sono aspetti che vanno ad incidere sulla profondità di campo.

  • Il primo tra tutti visto l’argomento che stiamo trattando è la differenza di apertura del diaframma. Più aperto è il diaframma che usi minore sarà la profondità di campo che ottieni e questo non è uno svantaggio, ma una possibilità in più di gestire l’immagine rendendo meno importanti le parti fuori fuoco;
Esempio: apertura del diaframma a F3.5
  • Il secondo aspetto che incide sulla profondità di campo è la distanza del soggetto. Più vicino è il soggetto che stai mettendo a fuoco, minore sarà la profondità di campo nella foto e quindi di conseguenza uno sfondo più o meno sfocato;
Esempio: distanza 50 cm. e apertura del diaframma a F3.5
Esempio: distanza 1 metro e apertura del diaframma a F3.5
  • Il terzo e ultimo aspetto è rappresentato dalla lunghezza focale del tuo obbiettivo. Qui sotto ecco due immagini che spiegano il significato di quanto scritto.
Esempio: distanza 10 metri circa, focale a 200 mm
Esempio: distanza 10 metri circa, focale a 600 mm

Ultime considerazioni

Se sei agli inizi questa parte ti potrà risultare davvero noiosa. Anzi diciamocela tutta è un vero e proprio mattone difficile da digerire ma troppo importante per riuscire a fotografare bene o perlomeno capire i concetti di base che ti porteranno sicuramente ad una maggiore consapevolezza nel modo di fotografare. Ti garantisco che superato l’ostacolo iniziale poi sarà tutto più semplice e intuitivo.

Spero che questo articolo sia stato davvero utile. Se hai qualche domanda scrivimi pure qui sotto nei commenti e farò del mio meglio per risponderti il prima possibile.

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